Alfredo Innocenzi: invenzione di forme e deformazioni

0invito

Si è svolta dal 4 Dicembre 2016 al 5 febbraio 2017, presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni, ila mostra ‘Alfredo Innocenzi: invenzione di forme e deformazioni’.

0md

010

Alfredo Innocenzi, poliedrica figura di scultore, pittore, disegnatore e architetto, nasce a Terni nel 1909 e riceve la prima formazione artistica nella Scuola Industriale Benedetto Brin di Terni (sezione ebanisti), sotto la guida dello scultore Tommaso Illuminati. Diplomatosi nel 1928, per rifinire la sua preparazione si iscrive al Museo Industriale di Roma. Proprio nella Capitale il giovane Innocenzi si accosta al futurismo, aderendo alla compagine del ‘Blocco dei Futursimultanisti’ guidati da Ettore Mattia e ben presto farà la conoscenza anche di Filippo Tommaso Marinetti. Rientrato a Terni, si mette in evidenza in alcune sindacali umbre e mostre cittadine, aderendo anche al Guf (Gruppi universitari fascisti) e imponendosi nei Littoriali. Parte poi come volontario nella guerra per la conquista dell’Abissinia (1935). In Africa orientale resta per molti anni, con qualche interruzione per brevi licenze in cui torna ad esporre in qualche Sindacale umbra (1938), ma anche in colonia ha modo di mettere in evidenza le sue doti artistiche, realizzando alcuni monumenti di segno modernista (monumenti per la marcia su Gondar). Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, assiste al rapido dissolversi dell’Impero (1941). Rientrato stabilmente, dopo una lunga prigionia nella sua città natale (1947), apre un ‘Laboratorio di Arte Plastica e Decorazione’, mentre il suo indirizzo artistico sta mutando con una certa rapidità, anche se alcune ascendenze futuriste saranno sempre riconoscibili anche del prosieguo del suo cammino artistico. Successivamente si impegna per la ricostruzione post-bellica della città con suoi manufatti artistici. Stabilisce proficue collaborazioni con gli imprenditori locali, che gli consentono di adornare ingressi e androni di molti palazzi fino agli avanzati anni ’60, così come di abbellire con decorazioni plastiche e pittoriche residenze private di pregio, di cui cura l’arredo (palazzina Taddei, Terni). Alla fine degli anni ’60, amplia la sua gamma espressiva, dandosi con più insistenza anche alla pittura, comunque da sempre praticata, e aumentando la sua affermazione in mostre (sia collettive che personali) a Terni, in Umbria e nella Capitale, e in molte città italiane sia del sud che del nord Italia. Nel 1973, realizza anche il suo sogno di esporre a Parigi, considerata da sempre la culla dell’arte moderna. Si spegne per un attacco cardiaco, a Lumezzane di Brescia, nel novembre del 1974, mentre era in corso la sua ennesima personale bresciana.

La mostra è stata divisa in quattro sezioni che rappresentano i diversi periodi artistici di Innocenzi.

Fase futurista (anni ‘30) Questa sezione, alquanto esigua per la dispersione delle opere, sarà in una saletta separata dalla sala espositiva generale e sarà affidata, oltre che alle poche opere superstiti (2 sculture e 2 bozzetti decorativi incorniciati), ad aspetti documentari (foto di opere scultoree, disegni e pubblicazioni dell’epoca) collocate in almeno due bacheche.

Fase artistica del dopoguerra (1948-1974). Questa rappresenterà l’aspetto centrale della mostra, sarà affidata a un consistente numero di bozzetti scultorei in bronzo, legno, gesso ecc… ma anche di tele pittoriche.

Fase dell’arte plastica Questa è anche la fase decorativa, delle realizzazioni architettoniche, e dell’arte pubblica (anni ’50 – ’70). Potrebbero essere due le sezioni dedicate a questo periodo grazie all’esposizione di qualche originale da prelevare dal sito in cui è collocato (la trasportabilità è da verificare con il dott. Cesare Taddei). A un congruo quantitativo di gigantografie è affidato il compito di documentare gli interventi di plastica murale e/o decorativi, nonché di statuaria e di arte pubblica, operati dall’artista.
Anche nel catalogo dovrà compiersi lo sforzo da parte dei curatori di evidenziare il ruolo che l’artista assunse nell’ambito della ricostruzione e dell’abbellimento estetico della città di Terni a partire dalla fase della ricostruzione postbellica.

Sezione documentaria (anni ’50, ‘60, ’70) Questa sezione, invece, ha il compito di documentare l’attività espositiva, i premi ricevuti e i concorsi a cui partecipò l’artista, attraverso dépliant e cataloghi relativi a mostre personali. Infatti, Innocenzi, nonostante i suoi impegni e la sua sobrietà, riuscì a esporre le sue opere in molte città italiane come: Roma, Spoleto, Terni, Milano, Rieti, Potenza, Brescia, ma anche a Parigi, nel 1973.

Nell’ambito della mostra sono stati realizzati alcuni eventi collaterali:

0lib

convegno_futurismo-2

Pomeriggio di studio e riflessione su “Alfredo Innocenzi e il Futurismo umbro. Ultime scoperte, rinvenimenti e studi”, sabato 21 gennaio 2017 presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni.

Il convegno, realizzato in collaborazione con gli Archivi Dottori di Perugia, vede la partecipazione di qualificati studiosi, tutti esperti di futurismo e componenti del Comitato scientifico degli Archivi Dottori, che nel tempo hanno accreditato l’Umbria “quale luogo del futurismo” : Massimo Duranti (giornalista e critico d’arte, Presidente degli Archivi Dottori), Andrea Baffoni (Storico dell’arte e membro del Comitato scientifico degli Archivi Dottori), Antonella Pesola (Storico dell’arte e esperta di arte sacra futurista), Francesca Duranti (critico e storico dell’arte e giornalista), Domenico Cialfi (storico della cultura, collaboratore e membro degli Archivi Dottori).

Se si parlerà della fase futurista dell’artista Innocenzi, i cui ultimi rinvenimenti consentono una più accurata collocazione nel panorama artistico umbro degli anni Trenta, molti altri saranno i temi affrontati dai vari studiosi: le ultime presenze internazionali del futurismo umbro (Guggenehim, New York), l’arte sacra degli artisti umbri aderenti all’avanguardia futurista, il carattere di “Futurismo rurale” del massimo esponente dell’avanguardia umbra e i contrasti con Enrico Prampolini, gli ultimi rinvenimenti di muralismo di Gerardo Dottori all’interno della Buitoni a Perugia.

L’incontro rappresenta la prima occasione, dopo il Centenario del futurismo (2009), ti tornare a riflettere e fare opera di divulgazione intorno alla prima e più longeva avanguardia artistica italiana in chiave umbra.

manifesto_liberati-1

Sabato 28 Gennaio 2017 si è svolto l’incontro dal titolo:
Alfredo Innocenzi incontra Libero Liberati”.
L’incontro, realizzato in collaborazione con il MOTO CLUB TERNi “Libero Liberati” e il CONI Provinciale, ha messo al centro la figura del campione Libero Liberati e cosa ha rappresentato per la sua città, i ricordi del passato attraverso la voce di chi viveva le gare con lui, la sua vita in famiglia ed evidenziare lo stretto rapporto tra l’arte e i campioni sportivi per un loro ricordo indelebile nel tempo.
Hanno partecipato: Stefano Lupi (Coni Provinciale), Massimo Mansueti (presidente del Moto Club Terni “Libero Liberati), Remo Venturi (vice campione del mondo e amico di Liberati), Giampiero Sacchi (team manager della Iodaracing Project con sede a Terni), Manrico Liberati (figlio del campione), Domenico Cialfi (curatore della mostra su Alfredo Innocenzi e Presidente dell’Associazione IL PUNTO). L’incontro si è aperto con i saluti di Marco Grilli (co-curatore della mostra su Alfredo Innocenzi e Referente cultura dell’Associazione Tempus Vitae).
Durante l’incontro è stato proiettato un filmato in ricordo del campione e sono state lette delle poesie dedicate a Libero Liberati e naturalmente sia attraverso filmati che attraverso riproduzioni di immagini verranno lette le opere che gli artisti (prima di tutto Innocenzi, ma anche Carlo Lorenzetti, De Felice con Viscione) hanno dedicato a Libero Liberati, “Il Cavaliere d’Acciaio” che simbolizzò nell’immediato secondo dopoguerra la voglia di rinascita e riscatto dei ternani. Nelle sale della mostra dedicata ad Innocenzi è stata esposta una moto d’epoca “Gilera Saturno”, come quella con cui Liberati correva sulle strade, e alcuni accessori indossati dal campione durante le gare motociclistiche oltre ad altri cimeli.
Sono dell’artista ternano Alfedo Innocenzi, sia il monumento funerario e celebrativo presso il cimitero di Terni, inaugurato nel 1965, sia il medaglione, risalente al 1973, sulla targa ricordo nel luogo del fatidico incidente sulla strada Valnerina.

finissage_mostra

5 febbraio 2017 chiusura della mostra “Invenzione di forme e deformazioni. Alfredo Innocenzi, scultore e pittore. Dagli empiti futuristi degli anni ‘30 alla ricostruzione della città di Terni”.

Per festeggiare il successo della mostra che ha visto la presenza di oltre mille visitatori, ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla sua riuscita e rendere omaggio ad un artista di grande valore quale era Alfredo Innocenzi che ha contribuito con le sue opere a ridare forme e vita ad una città duramente colpita dalla guerra.

Durante la manifestazione di chiusura sono stati proposti al pubblico i seguenti eventi:

ARTE incisa il Prof. Massimo Zavoli ha eseguito dal vivo una stampa calcografica ad acquaforte di un’opera perduta di Alfredo Innocenzi dal titolo “Omaggio ad Alfredo Innocenzi” (un’arte antica, quella dell’incisione, che, nata inizialmente per decorare armature, si è poi rilevata una tecnica idonea alla espressione artistica, soprattutto quando, la mano dell’artista è in grado di sottometterla alla propria personalità).

Presentazione di brani futuristi di Innocenzi e alcune poesie dedicate all’artista, lette da Domenico Cialfi

Il pomeriggio è stato allietato dalla musica del maestro Marco Collazzoni.

Proiezione del filmato realizzato dalle Associazioni sull’opera artistica di Innocenzi vista attraverso gli occhi e i sogni di Donna Letizia “una donna sognate” e amante dell’arte.