DA SPETTACOLO TEATRALE NUOVI FONDI PER I TERREMOTATI

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L’Associazione Il PUNTO Centro Ternano di Cultura e l’Associazione di Promozione Sociale TEMPUS VITAE che hanno organizzato l’evento teatrale “Nà panchina all’ombra der Gianicolo” e “La pillola rosa” andato in scena Domenica 20 novembre 2016, presso il teatro comunale “Giuseppe Manini” di Narni, ringraziano tutti coloro che hanno contribuito, con la loro offerta, alla raccolta di fondi da devolvere a favore dell’UNITALSI Sottosezione di Terni per la loro attività a favore degli ammalati e dei bisognosi e in particolare a sostegno delle persone di Norcia e Cascia colpite dal sisma del 30 ottobre scorso.

Si informa che la somma raccolta pari a € 2.588, 42 è stata erogata a favore della stessa UNITALSI per le finalità sopra riportate.

L’UNITALSI di Terni, a seguito della deliberazione del consiglio, ha comunicato tramite la Presidente Sig.ra Carla Bronzetti che, in accordo con l’UNITALSI Sezione Umbrai e la Sottosezione di Norcia, si stanno elaborando dei progetti concreti a favore delle persone terremotate, per cui una parte cospicua dei fondi erogati, grazie all’iniziativa delle Associazioni IL PUNTO E TEMPUS VITAE, sarà utilizzata per tale finalità mentre la parte restante verrà utilizzata a sostegno delle persone bisognose già seguite dall’Unitalsi Sottosezione di Terni.

Le stesse Associazioni seguiranno tutto l’iter fino alla realizzazione del progetto in collaborazione con la stessa UNITALSI.

UN OPERA DI CAPORASO AL MUSEO DIOCESANO

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Venerdì 9 dicembre 2016 è stata inaugurata presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni, Via XI Febbraio 4, l’opera di Claudio Caporaso, artista poliedrico e abile intagliatore, raffigurante il volto di Cristo. Infatti il museo Diocesano e capitolare di Terni su proposta dell’associazione di promozione sociale Tempus Vitae e dello storico e critico d’arte Marco Grilli ha accettato la gentile concessione del tondo raffigurante il volto di Gesù Cristo: un’opera iconica e corporea dal sapore emozionale ultraterreno, intagliata rigorosamente in tre diverse specie di legno, un materiale simbolo della vita terrena di Cristo. L’opera rimarrà in esposizione temporanea.

Claudio Caporaso ha saputo fare della scultura, e più in generale dell’arte, la sua massima e più intima forma di espressione, vera e sincera perché non celata dalla ragione. Parlare di arte oggi è complesso, ma mai quanto lo sia farla: il paragone con i grandi maestri del passato è sempre lì, dietro l’angolo, pronto ad essere sfoderato per colpire ed affondare l’artista del momento che, nella sua visione e concezione più contemporanea, torna ad esprimere se stesso, oggi come allora.

La formazione del nostro di certo gli ha permesso di apprendere il meglio dagli antichi; si l’arte è fatta di espressione, ma anche la tecnica ne è una costante fondamentale: senza di essa, infatti, la creazione contemporanea sarebbe solo il frutto dell’espressionismo che verrebbe però a sua volta svuotato di qualsiasi accezione tecnico-espressiva.

La sua maestria nel lavorare anzi nel plasmare la materia secondo la sua forma mentis non ha eguali: le sculture si fanno ora più classiche e ricercate, ora più visionarie quasi fantasy, finanche liberatorie, come un grido di quel sentimento nascosto dietro alla maschera della ragione che cerca di liberarsi dalle sue catene, dalla sua stessa materia per proiettarsi verso l’infinito mondo delle passioni emotive.

Ecco questo è Claudio Caporaso, un artista di cui è complesso parlare perché complesso è tramutare in parole il vasto panorama delle sensazioni che ruotano attorno al suo genio artistico, che fugge dalla convenzionalità a favore dell’invenzione, dell’innovazione finanche della sperimentazione artistica.

Essere artista oggi significa proprio questo: dare libero sfogo al proprio genio creativo che dopo essersi formato secondo gli antichi canoni, è capace di creare nuova arte, rinnovandone il linguaggio che in fondo riporta sempre alla concezione primordiale dell’artista. Tutto è iniziato più di 17500 anni fa, nelle grotte di Lescaux, dove la necessità umana di comunicare (sine verbis) ha reso possibile la nascita e lo sviluppo delle prime forme artistiche, che hanno permesso all’uomo di lasciare traccia del suo passaggio su questa vita terrena.

Nello spirito della diffusione artistica e della valorizzazione del proprio patrimonio culturale, infatti, la struttura museale ternana ha aperto le sue sale ad opere di artisti di rilevanza nazionale e internazionale al fine di accogliere in esposizione temporanea alcune delle loro migliori opere, considerate di alto valore artistico, storico e finanche religioso.

Lode all’arte e a tutti gli artisti di ieri, di oggi e di domani!

Marco Grilli, referente cultura Ass. Tempus Vitae

MOSTRA “INVENZIONE DI FORME E DEFORMAZIONI. ALFREDO INNOCENZI, SCULTORE E PITTORE (1909-1974)”

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È in corso, presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni, in Via XI Febbraio 4, la mostra ‘Alfredo Innocenzi: invenzione di forme e deformazioni’. Le opere resteranno in esposizione fino al 5 Febbraio 2017 con i seguenti orari: da mercoledì a venerdì dalle 15,30 alle 18,30, il sabato e la domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15,30  alle 18,30.

Alfredo Innocenzi, poliedrica figura di scultore, pittore, disegnatore e architetto, nasce a Terni nel 1909 e riceve la prima formazione artistica nella Scuola Industriale Benedetto Brin di Terni (sezione ebanisti), sotto la guida dello scultore Tommaso Illuminati. Diplomatosi nel 1928, per rifinire la sua preparazione si iscrive al Museo Industriale di Roma. Proprio nella Capitale il giovane Innocenzi si accosta al futurismo, aderendo alla compagine del ‘Blocco dei Futursimultanisti’ guidati da Ettore Mattia e ben presto farà la conoscenza anche di Filippo Tommaso Marinetti. Rientrato a Terni, si mette in evidenza in alcune sindacali umbre e mostre cittadine, aderendo anche al Guf (Gruppi universitari fascisti) e imponendosi nei Littoriali. Parte poi come volontario nella guerra per la conquista dell’Abissinia (1935). In Africa orientale resta per molti anni, con qualche interruzione per brevi licenze in cui torna ad esporre in qualche Sindacale umbra (1938), ma anche in colonia ha modo di mettere in evidenza le sue doti artistiche, realizzando alcuni monumenti di segno modernista (monumenti per la marcia su Gondar). Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, assiste al rapido dissolversi dell’Impero (1941). Rientrato stabilmente, dopo una lunga prigionia nella sua città natale (1947), apre un ‘Laboratorio di Arte Plastica e Decorazione’, mentre il suo indirizzo artistico sta mutando con una certa rapidità, anche se alcune ascendenze futuriste saranno sempre riconoscibili anche del prosieguo del suo cammino artistico. Successivamente si impegna per la ricostruzione post-bellica della città con suoi manufatti artistici. Stabilisce proficue collaborazioni con gli imprenditori locali, che gli consentono di adornare ingressi e androni di molti palazzi fino agli avanzati anni ’60, così come di abbellire con decorazioni plastiche e pittoriche residenze private di pregio, di cui cura l’arredo (palazzina Taddei, Terni). Alla fine degli anni ’60, amplia la sua gamma espressiva, dandosi con più insistenza anche alla pittura, comunque da sempre praticata, e aumentando la sua affermazione in mostre (sia collettive che personali) a Terni, in Umbria e nella Capitale, e in molte città italiane sia del sud che del nord Italia. Nel 1973, realizza anche il suo sogno di esporre a Parigi, considerata da sempre la culla dell’arte moderna. Si spegne per un attacco cardiaco, a Lumezzane di Brescia, nel novembre del 1974, mentre era in corso la sua ennesima personale bresciana.

Le sezioni della mostra La mostra è è divisa in quattro sezioni che rappresentano i diversi periodi artistici di Innocenzi.

Fase futurista (anni ‘30) Questa sezione, alquanto esigua per la dispersione delle opere, sarà in una saletta separata dalla sala espositiva generale e sarà affidata, oltre che alle poche opere superstiti (2 sculture e 2 bozzetti decorativi incorniciati), ad aspetti documentari (foto di opere scultoree, disegni e pubblicazioni dell’epoca) collocate in almeno due bacheche.

Fase artistica del dopoguerra (1948-1974). Questa rappresenterà l’aspetto centrale della mostra, sarà affidata a un consistente numero di bozzetti scultorei in bronzo, legno, gesso ecc… ma anche di tele pittoriche.

Fase dell’arte plastica Questa è anche la fase decorativa, delle realizzazioni architettoniche, e dell’arte pubblica (anni ’50 – ’70). Potrebbero essere due le sezioni dedicate a questo periodo grazie all’esposizione di qualche originale da prelevare dal sito in cui è collocato (la trasportabilità è da verificare con il dott. Cesare Taddei). A un congruo quantitativo di gigantografie è affidato il compito di documentare gli interventi di plastica murale e/o decorativi, nonché di statuaria e di arte pubblica, operati dall’artista.
Anche nel catalogo dovrà compiersi lo sforzo da parte dei curatori di evidenziare il ruolo che l’artista assunse nell’ambito della ricostruzione e dell’abbellimento estetico della città di Terni a partire dalla fase della ricostruzione postbellica.

Sezione documentaria (anni ’50, ‘60, ’70) Questa sezione, invece, ha il compito di documentare l’attività espositiva, i premi ricevuti e i concorsi a cui partecipò l’artista, attraverso dépliant e cataloghi relativi a mostre personali. Infatti, Innocenzi, nonostante i suoi impegni e la sua sobrietà, riuscì a esporre le sue opere in molte città italiane come: Roma, Spoleto, Terni, Milano, Rieti, Potenza, Brescia, ma anche a Parigi, nel 1973.

SPETTACOLO TEATRALE A SCOPO BENEFICO

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Domenica 20 novembre presso il teatro comunale “Giuseppe Manini” di Narni, è andato in scena uno spettacolo di beneficenza a favore dell’U.N.I.T.A.L.S.I. . I fondi raccolti verranno utilizzati dalla stessa U.N.I.T.A.L.S.I. per il sostegno e l’aiuto alle popolazioni umbre colpite dal sisma a supporto soprattutto delle persone con gravi problemi.

In scena due opere teatrali. La prima dal titolo “Nà panchina all’ombra der Gianicolo” e “La pillola rosa”.

L’iniziativa è stata promossa dalle associazioni Il PUNTO Centro Ternano di Cultura, Associazione TEMPUS VITAE e U.N.I.T.A.L.S.I. comitato di Terni, con il patrocinio dei Comuni di Terni e Narni.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

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Grande afflusso di pubblico, domenica 6 Novembre presso il CAOS di Terni, nell’ambito della manifestazione UmbriaLIbri,  per la presentazione del volume Le Edicole votive nel Comune di Terni. Arte, storia, tradizione e credenza di un’usanza passata,  promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Tempus Vitae e curato da Marco Grilli, storico e critico d’arte, referente cultura Tempus Vitae.

Oltre all’autore del libro, erano presenti don Claudio Bosi, direttore dell’ufficio dei Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Terni-Narni-Amelia e la dott.ssa Ilaria Bonanni presidente dell’ass. Tempus Vitae. Ha moderato il piacevole e interessante incontro il giornalista Carmelo Lazzaro, Rai Radio 1.

Il libro potete trovarlo nelle migliori librerie della Città di Terni, ma anche su internet: non perdetevi l’occasione di immergervi nella bellezza della nostra tradizione culturale e cultuale!

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TEMPUS VITAE PER…

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Il prossimo evento
Le associazioni IL PUNTO Centro Ternano di Cultura, l’ Associazione di Promozione Sociale TEMPUS VITAE e U.N.I.T.A.L.S.I. di Terni promuovono per il giorno 20 Novembre ore 16,30 presso il teatro comunale di Narni due rappresentazioni teatrali:”Nà panchina all’ombra der Gianicolo” e “La pillola rosa”. I fondi raccolti saranno devoluti all’Unitalsi.

Tempus Vitae per…
>l’Ospedale Santa Maria di Terni

Tempus Vitae ha realizzato il Torneo di Tennis Tempus Vitae Cup, che insieme ad altri eventi organizzati dal Centro Ternano di Cultura “Il Punto” e i Lions Club San Valentino di Terni, hanno raccolto fondi destinati all’acquisto di un software per il reparto di Epatologia e Gastoenterologia dell’Ospedale Santa Maria di Terni.

> la Caritas Diocesana di Terni-Narni-Amelia
L’Associazione di Promozione sociale Tempus Vitae ha organizzato insieme al Centro Ternano di Cultura “Il Punto”, ai Lions Club San Valentino di Terni e ai Lions Club Narni, lo spettacolo teatraleLa contessa Lara. I fondi raccolti sono stati devoluti alla Caritas Diocesana di Terni-Narni-Amelia a sostegno delle famiglie povere del territorio.

> il Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre
L’Associazione di Promozione sociale Tempus Vitae, ha organizzato il convegno “Francesco e le Stimmate: intervento divino o autosuggestione?. I fondi raccolti sono stati devoluti al Fondo di Solidarietà delle Chiese Umbre.

Si ringraziano i soci e tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita delle iniziative.